29 luglio 2009

Siamo tutti clandestini


(Manu Chao "Clandestino")

Se noi siamo nati in Italia è solo una gran botta di fortuna. Non abbiamo meriti o colpe per questo, nessuno ne ha ovunque sia nato. Se decidiamo di andare a vivere, per esempio, in Francia o in Portogallo, ci andiamo e basta. Se uno spagnolo o un tedesco venissero a vivere qui sarebbe una cosa normale.

Se però chi migra sullo stivale arriva da un paese povero... apriti cielo!

Siamo vigliacchi ed egoisti, non c'è altra spiegazione a una legge come quella che entrerà in vigore nei prossimi giorni e che prevede l'istituzione di un nuovo reato (che reato non è): la clandestinità. Ovvero: io decido che se arrivi da quei tali paesi sei libero e uguale a me; se arrivi da quegli altri sei un criminale.

E' una legge nazista, che sia ben chiaro a tutti.



Cosa mi da il diritto di vivere in Italia? L'essere nato qui?
Pensate che ora con la nuova legge non basterà nascere in Italia per essere italiano. No, anche i tuoi genitori devono esserlo altrimenti: il papà lo rimandiamo subito al paese d'origine, la mamma può stare qui 6 mesi e poi via anche lei e tu, bimbo appena nato, verrai dato in affidamento (sempre se qualcuno ti vuole).
Ovvio che le mamme decideranno di partorire in segreto, lontane dagli ospedali, forse in casa, se non in nuove strutture segrete, poco sicure e chissà, magari gestite dalla criminalità organizzata.

Mettere un'intera comunità di persone - in Italia si stima un numero attorno al milione di donne, uomini e bambini! - al di fuori del sistema sanitario è da stronzi, oltre che da ignoranti e incoscienti: quante malattie non saranno curate e si trasmetteranno (anche a voi e ai vostri figli, signori legislatori!).

Un altro esempio. Sono un ragazzo che lavora per guadagnare onestamente i soldi per vivere.
Se sono "clandestino" la legge impone che io sia pagato in nero (perché non posso essere regolarizzato), non prevede protezioni e tanto meno garanzie, anche perché nessuno sa della mia esistenza. Con la nuova legge, se mi faccio male non posso andare da un medico o in ospedale, quindi me lo tengo, cerco di curarmi alla meglio e se sopravvivo forse rimarrò segnato, storpio, disabile.

Stiamo facendo di questo paese un posto orrendo.
Ancora una volta - e forse più che mai - mi vergogno profondamente di essere parte di questo Stato.

"Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (Lorenzo Milani)

3 commenti:

Robi ha detto...

Non ti ho mai letto così infervorato e hai ragione!!

Agy ha detto...

condivido appieno e con la stessa rabbia le tue parole, caro Tico ;-).
Spero tu non me ne voglia se diffondo questo tuo post sul mio FB, tanto tu non ci vuoi andare là... buone ferie tralaltro.

Tico Palabra ha detto...

Grazie cari!
Agy: tu puoi :-)