19 maggio 2008

A proposito di Rom

"L'emarginazione deriva anche da comportamenti acquisiti da culture antichissime. Gli zingari girano il mondo da più di duemila anni, se vogliamo credere a Erodoto.
Questi Rom, questo popolo libero è affetto da dromomania, cioè desiderio continuo di spostarsi. Non credo abbiano mai fatto del male a qualcuno, malgrado le strane dicerie; è vero che rubano - d'altra parte non possono rinunciare a quell'impulso primario presente nel DNA di ciascun essere umano: quello al saccheggio, di cui abbiamo avuto notizie in queste ultime amministrazioni - però non ho mai sentito dire che abbiano rubato tramite banca. Inoltre non ho mai visto una donna Rom battere un marciapiede.
Girano senza portare armi; quindi se si dovesse dare un Nobel per la pace ad un popolo, quello Rom sarebbe il più indicato".
(Fabrizio De André, 6 dicembre 1997)

Khorakhanè (A forza di essere vento)
(Fabrizio De André - Ivano Fossati)

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finchè un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

I figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via
e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

Ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio.

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta
vasu ti baro nebo
avi ker.

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
perché l'aria azzurra
diventi casa.

Kon ovla so mutavia
kon ovla
ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti.

Chi sarà a raccontare
chi sarà
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.

6 commenti:

Unlettore ha detto...

Purtroppo invece di donne rom sul marciapiede ce ne sono un bel po', accidenti. Comunque si si, sono contrario alla criminalizzazione di massa. E' una moda, in certi periodi tutti i bambini venivano sbranati dai pitbull... speriamo che si cambi presto ossessione.
Ciau, un lettore :o)

Anonimo ha detto...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento,
perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti
zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli
omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero
a prendere i comunisti,
e io non dissi ninte, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a
protestare.
(Bertolt Brecht )

ciao, e grazie

lalab

Anonimo ha detto...

http://blog.webnews.it/23/05/2008/prima-di-tutto-vennero-a-prendere-le-bufale/

laura ha detto...

è un po' lunga, ma importante...

ciao

lalab

Contemporanamente alla schedatura, è caccia al'uomo istituzionale presso i micro-insediamenti Rom
www.annesdoor.com

Domani inizia la schedatura dei Rom a Milano. Gruppo EveryOne: "La società civile deve opporsi a questi provvedimenti razzisti che colpiscono tutti i Rom e i Sinti, dal più povero ed emarginato mendicante ai nomi illustri dei calciatori Ibrahimovic e Pirlo". Anche i testimoni dell'Olocausto Goffredo e Antonia Bezzecchi saranno sottoposti all'umiliazione del censimento etnico. "Mi vergogno di essere italiano," afferma Giorgio Bezzecchi, figlio della Shoah. Domenica 9 giugno, Marcia dei Rom nella capitale: un corteo per dire basta alla campagna persecutoria.

Domani, 6 giugno, inizia la schedatura dei Rom e dei Sinti che vivono a Milano. Si tratta di un censimento effettuato dalle forze di polizia su base esclusivamente etnica. Il Gruppo EveryOne ha espresso una ferma protesta contro tale provvedimento e ha contattato la Prefettura di Milano per chiedere le modalità di tale schedatura. La risposta è stata chiara: la schedatura riguarderà tutti i cittadini Rom, Sinti e Kalé che vivono nel territorio milanese. "Di fronte a una nostra precisa domanda," dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "la risposta è stata chiara. Tutti i Rom e i Sinti che stazionano sul territorio Milanese saranno fotografati e schedati, senza eccezioni. Anche i Rom e i Sinti illustri, come Zlatan Ibrahimovic, Sinisa Mihailovic e Andrea Pirlo verranno interrogati, sottoposti a rilievo delle impronte digitali e dei dati anagrafici e inseriti negli elenchi della Prefettura e del Commissariato straordinario per l'emergenza Rom. E' un'operazione di stampo fascista e razzista a cui la società civile deve ribellarsi con ogni energia, per evitare il ritorno delle ideologie che giustificarono persecuzioni e massacri". Alla protesta del Gruppo EveryOne si aggiunge quella di Giorgio Bezzecchi, vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi che lavora da anni per la promozione sociale, politica e culturale dei Rom a Milano. "Ricordiamo che Giorgio è figlio dell'Olocausto, perché suo padre Goffredo e sua madre Antonia furono internati in un campo di concentramento, a cui fortunatamente sopravvissero, mentre il nonno fu assassinato Ad Auschwitz-Birkenau. Anche il papà e la mamma di Giorgio, testimoni dell'Olocausto saranno schedati, come già accadde loro ai tempi di Mussolini e Hitler". Nei giorni scorsi anche Nedo Fiano e Ohni Ohnaus, sopravvissuti ad Auschwitz, hanno protestato con indignazione contro i provvedimenti razziali cui sono soggetti i Rom e i Sinti in Italia. "E' agghiacciante quello che accade oggi, sotto i nostri occhi in Italia," commenta Giorgio Bezzecchi. "Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di Rom e Sinti Milanesi e ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, cittadino italiano che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento nel campo di concentramento di Tossicia. Mi vergogno di essere italiano e cristiano, in questo frangente tragico per la democrazia e la cultura in Italia. Non è possibile che si accetti tutto questo, bisogna urlare il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile, inumana". Assume un significato ancora più importante la Marcia dei Rom che si terrà a Roma, con partenza dal Colosseo alle 16 e arrivo al Foro Boario. "Dopo Madrid, Londra, Bucarest e Bruxelles, anche nella città capitolina i Rom e i Sinti manifesteranno contro le leggi razziali, l'emarginazione e la persecuzione. "Insieme all'Associazione Thèm Romano, al Gruppo EveryOne e a decine di organizzazioni per i Diritti Umani," dichiarano i leader EveryOne, " sfileranno in un corteo pacifico centinaia di Rom provenienti dal Casilino 900 e da altri insediamenti. Personalità della politica, della cultura, dell'informazione e dello spettacolo scandiranno un solo slogan, coniato dal grande artista e attivista Rom Santino Spinelli: 'Siamo tutti con i Rom'. Il popolo Rom e l'antirazzismo italiano scriveranno a Roma una pagina storica, chiedendo che la campagna persecutoria abbia fine e che un popolo pacifico, che da secoli contribuisce a costruire il genio europeo, si veda finalmente riconosciuto il diritto ad esistere e ad avere la possibilità di crearsi una vita dignitosa, integrandosi nella società italiana".

info@everyonegroup.com

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e