22 febbraio 2013

L’Italia che abbiamo e quella che faremo.


E’ stato grande Bisio l’altra sera, quando in un passaggio del suo intervento ha gridato, dal palco dell’Ariston: “Mandiamoli tutti a casa! [applausi] No, ma cos’avete capito? Non mi riferisco ai politici, mi riferisco agli elettori”.

E mi torna in mente, in questi giorni in particolare, quando Gaber ci ricordava che noi italiani abbiamo sempre avuto paura di cambiare. Perché alla fine, da quando esiste la nostra Repubblica, dopo le elezioni è sempre più o meno venuto fuori un Parlamento diviso a metà. Eh si, metti che votando da questa parte venga fuori una dittatura di Sinistra? O che votando dall’altra possa tornare una dittatura di Destra? Mentre la dittatura di centro ce la siamo sempre fatta andar bene…

Domenica si vota. Ora so per chi votare. Ma ci ho messo molto tempo, letture, chiacchiere, confronti e discussioni per arrivare alla mia decisione.
Se penso che c’è chi vota senza la minima cognizione di causa, senza saperne niente… mi viene quasi da rimettere in discussione il nostro concetto di Democrazia.
Ma… “La storia siamo noi… quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare”, ci ricorda De Gregori. E ha ragione, i poeti hanno (quasi) sempre ragione.

In questi mesi ne ho viste e pensate di tutti colori, lo ammetto.

Intanto ho avuto un'iniziale folgorazione per Ingroia e per il programma di Rivoluzione Civile, poi pian piano un po’ sfumata. Non certo per la scarsa capacità attrattiva del nuovo movimento, quanto per un’impostazione (e molte facce) che appartengono a un’epoca che per certi versi rimpiango – con le lotte, la passione, l’entusiasmo diffuso – ma che dobbiamo accettare: è passata. E bisogna guardare avanti, per costruire su quegli stessi identici valori, nuovi ideali e nuove idee, adatte al tempo in cui viviamo. E poi la mia idea di Giustizia non coincide con un certo Giustizialismo che un po' mi fa paura. La mia idea di Sinistra è diversa.

Da almeno un paio d’anni poi ho una grande attenzione per il Movimento 5 Stelle, con tutte le contraddizioni e i limiti del loro essere ma, al tempo stesso, con quella carica davvero rivoluzionaria del loro intendere la politica e, per adesso, del loro agire. Mi piacciono le loro denunce, mi piace la spinta che li anima, adoro persino le loro ingenuità. E gli sono vicino. E spero che prendano tanti voti (e son certo ne raccoglieranno più di quanto ci si aspetti). Mi piace saperli in Parlamento a “rompere le scatole” e far battaglie giuste. Perchè - è il caso di dirlo chiaramente - Grillo non è un fascista, non è niente di quello che i giornali cercano di farci credere... ricordiamoci che lui vuole togliergli il finanziamento pubblico e loro, tutti o quasi (tranne Il Fatto, che guarda caso, non utilizza i finanziamenti...), lo considerano il nemico numero uno. Io no.

Da troppi anni intanto sono incazzato col PD, come ci si incazza con un padre troppo spesso assente, distratto, un po' ottuso e a volte invischiato in cose che non mi piacciono. A cui vuoi bene, certo, ma che non riesci a perdonare. Perché non ti ha mai chiesto scusa e, soprattutto, non ha ancora dimostrato, con i comportamenti, che è davvero cambiato.

Poi c’è Sinistra Ecologia e Libertà, il movimento di Nichi Vendola ma anche di Claudio Fava, Pisapia, Zedda, Fratoianni, e di tante belle, brave e competenti persone che sanno fare politica come si deve e dalla parte giusta. Con la responsabilità di chi vuole e sa governare come si deve.
Come sempre, i "giusti" sono pochi, non hanno un seguito enorme, non sono maggioranza (da soli) ma quando c’è bisogno, loro ci sono e le cose le fanno. E le fanno bene. E a volte riescono anche a far sì che il sogno diventi una magnifica realtà. Eravamo tutti un po’ milanesi, quando Pisapia è stato eletto Sindaco. In quella piazza piena di colori e sorrisi, c’eravamo anche noi, così distanti da Milano… ma quel giorno così vicini alle sorelle e ai fratelli meneghini.

Il Movimento 5 Stelle, dicevo, è fantastico. Ma temo non sia questo il momento giusto per fargli prendere in mano l’Italia. Non credo siano pronti. La politica è giusto che la possa fare chiunque abbia voglia di impegnarsi per il bene collettivo ma bisogna anche saperla fare, non ci si può improvvisare. Vorrei prima vederli all’opera per un po’, capire come la loro rivoluzione si sposi con la realtà con cui devono fare i conti, quando sono chiamati a governare. Voglio vedere come funzioneranno a livello locale, nei prossimi anni, per potermi fidare e magari dargli in mano le redini dell’intero Paese. Credo non siano ancora pronti (o forse sono io a non esserlo ancora?).

Dunque ho deciso.

Voterò Sinistra Ecologia e Libertà, anche se alleata a quel Partito Democratico attuale su cui ho molte riserve. Li voto anche per questo, per poter dare la direzione giusta al Centro Sinistra da dentro, responsabilmente.

Voterò Sinistra Ecologia e Libertà perché vorrei un'Italia gestita virtuosamente come la Puglia (che oggi è un esempio europeo di buona amministrazione, è la nostra nuova Emilia!). Come anche Milano, come Cagliari

Voterò Sinistra Ecologia e Libertà anche perché Nichi Vendola rappresenta il mio ideale di politico, colto e sognatore nel ragionare e immaginare il futuro ma al tempo stesso concreto ed efficace nel suo agire quotidiano.

Voterò Sinistra Ecologia e Libertà perché ne condivido il programma, ne apprezzo le persone, so che, se saranno al Governo, lo faranno con capacità e responsabilità. E dalla parte giusta. E’ un voto utile sotto tutti i punti di vista. Tra l’altro, essendo in coalizione col Centro Sinistra, non corrono neanche il rischio di non raggiungere il quorum perché per chi è in coalizione il problema non si pone. Ma è soprattutto un voto utile per me, i miei valori, i miei ideali, la mia idea di amministrazione della cosa pubblica. La mia idea di Politica.

Voterò Sinistra Ecologia e Libertà. E tu?



4 commenti:

Pierqualcosa ha detto...

E io? Io mi ritrovo in molte delle deduzioni sopra elencate, con piccole/grandi variazioni sul tema: d'accordissimo su RC e su SEL, ho qualche riserva in meno delle tue sul PD e qualcuna in più sul M5S. Riesco a vedere l'ingenuità e l'inesperienza (in senso buono, da matricole propositive. Ma non utile, in questa fase, alla 'causa') dei tanti militanti, ma ho grosse riserve sui loro cosiddetti ispiratori.

Loro -i Grilloni, i Capi- a me sembrano parecchio più smaliziati, più interessati e più affamati della 'grande torta' di quanto ritieni tu. Hanno appetiti che non riesco collocare fino in fondo nel 'bene collettivo'. E poi i modi, QUEI modi: esarcebati fin'oltre il legittimo giramento di palle per un Paese che va a rotoli, che daranno certo più frutti di quanto molti credono sul breve periodo (le urne) ma, alla lunga, potrebbero pericolosamente rivelarsi un boomerang. Il momento richiede più che mai sangue freddo, pacatezza... cose che Grillo&co. EVIDENTEMENTE non hanno. Si può dire molto, si può e si deve fare moltissimo. Ma non si può dire troppo, non ad ogni costo.

Quanto a Babbo PD...sono uno dei figli delusi e arrabbiati, sicuro. Ma trovo che dopo una litigata in famiglia il riavvicinamento sia d'obbligo, e che a fare i passi necessari si debba essere sempre in due, genitore e figlio. Lui qualche segnale me lo sta lanciando, io non posso ignorarlo.

Quindi! Per non farla troppo lunga, a due giorni dalla chiamata io credo proprio che risponderò con una bella X sul PD e una su SEL. Per affermare che desidero il centro-sinistra al Governo...e che, fino a quando è aritmeticamente evitabile, la strada verso il Centro non sia quella da percorrere.

Tico Palabra ha detto...

Quanto mi piacciono questi scambi, confronti... Grazie Pier!
:-)

Ale ha detto...

Bella dissertazione. Ho fatto i tuoi stessi ragionamenti e son arrivato alle tue stesse conclusioni.
Ci vediamo.

Tico Palabra ha detto...

Grazie Ale, piacere! :)