09 dicembre 2009

Con Natale arriva l'invasione dei dischi di cover: piccola guida per evitare il "pacco"

Dicembre è sempre stato il mese dei greatest hits e delle raccolte, più qualche album di canzoni di natale, specie dal mercato americano. Quest’anno i negozi di dischi sono stati invasi invece da un nuovo fenomeno italiano: i dischi di cover. Per la serie “meglio non rischiare” e comunque sempre meglio dei tanti inutili best of.

Ascolto sempre con curiosità le cover prodotte da artisti di calibro, mi stuzzica l’idea del loro mettersi in gioco a tentare di far propri i classici dei colleghi. In questo gli inglesi sono imbattibili: da anni anche i più grandi si cimentano in prove ardite e coraggiose, testimoniate da valanghe di raccolte e cofanetti, spesso davvero gradevoli (vedi gli ottimi prodottini by BBC).

Che poi il 95% delle cover siano inferiori agli originali e, di conseguenza, piuttosto inutili e presto dimenticate, è un dato di fatto. Ciò nonostante ora anche da noi si vuole tentare di battere questa strada: cosa non si fa per vendere un po’ di più, specie a fine anno e con i bilanci da chiudere.

Grande entusiasmo allora per i lanci dei nuovi dischi di Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Francesco Renga, Giusy Ferreri, Matteo Becucci oltre al nuovo capitolo del progetto di Ornella Vanoni e alle cover di sé stesso di Claudio Baglioni & friends.

Ma andiamo ad analizzarli uno per uno, giusto per orientarsi un po’ e non prendere una "sòla" o un "pacco" come diciamo da queste parti.

Fiorella Mannoia
"Ho imparato a sognare"
Va subito detto che sono necessariamente di parte perché uno dei dischi in oggetto è di Fiorella Mannoia: l’interprete per eccellenza, un carisma e una bravura di un livello difficilmente raggiungibile, capace come pochi di arrivare alla testa e al cuore dell’ascoltatore... non ce n’è per nessuno. Il suo disco non è un capriccio dei discografici ma una sua precisa volontà, quella di incidere i pezzi che già ha cantato (o intende proporre) dal vivo, piccoli classici pescati tra i vecchi e i nuovi cantautori.
Voto: 8,5

Ornella Vanoni
"Più di te"
Lo scorso anno ci aveva deliziato con "Più di me" e ora torna con brani (quasi tutti) al maschile, che di certo la signora può cantare con dignità e credibilità qualsiasi cosa. Alcuni autori sono coinvolti in duetto, con altri si lancia in arrangiamenti più o meno riusciti. Un disco che vale anche solo per due momenti topici: la riuscitissima versione della zuccheriana "Dune mosse" e il sorprendente duetto con Gianna Nannini (chi l’avrebbe mai detto?!) ne "I maschi".
Voto: 7


Francesco Renga

"Orchestra e voce"
Una delle più belle voci del nostro panorama ha deciso di cimentarsi in cover oldies, facendosi accompagnare da una grande orchestra. Belle canzoni, dei classici senza tempo, ma bisogna amare quel tipo di arrangiamenti che oggi suonano un po' troppo retrò. Avrei preferito qualcosa di più rivoluzionario: o vecchi pezzi in versioni modernissime o piuttosto brani recenti virati seppia con l'orchestrazione classica: così avrebbe avuto decisamente più senso, no?!
Voto: 7-

Matteo Becucci
"Cioccolato amaro e caffè"
Colpo di scena: il vincitore di X-Factor 2 propone sì un cd di cover ma lo fa osando e pescando in un repertorio decisamente poco commerciale e inusuale, sicuramente inaspettato per l’idea che ci aveva dato di sé. Sceglie la via inversa di Morgan e, più tipicamente, propone in italiano (con testi non sempre all’altezza) brani anglosassoni di autori di culto come Rufus Wainwright, Damien Rice, Deep Purple, Sting, Culture Club,... con risultati talvolta affascinanti.
Voto: 6,5

Gianni Morandi
"Canzoni da non perdere"
Sono pochi gli interpreti puri in Italia - le donne, almeno qui, la fanno da padrone - e il Gianni nazionale è uno dei più amati. L’altro, decisamente superiore, è Massimo Ranieri ed entrambi sono indiscutibilmente dotati di voci splendide.
La pecca di Morandi è il repertorio, davvero troppo nazional-popolare e facile, per non dire banale. Così questa carrellata di cover viaggia su brani talvolta di scarso spessore, altre volte con arrangiamenti privi di guizzo. Lui è sempre bravo, il disco è piuttosto prescindibile.
Voto: 6-

Giusy Ferreri
"Fotografie"
Il vero botto post-X-Factor lo fece Giusy, grazie alla fortuna di aver trovato Tiziano Ferro a farle da padrino e autore. Ora tocca ributtarsi sulle cover e la signorina si avventura in un repertorio stranamente assortito, tra chicche straordinarie (su tutte l’ispiratissima "Il mare verticale" di Paolo Benvegnù, di cui consiglio però la versione insuperabile di Marina Rei) e scelte fin troppo abusate e ormai stanche come "Il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano. S’insinua poi un dubbio pesante: e se questa voce così particolare ci stia già stufando?!
Voto: 5,5

Claudio Baglioni
“Q.P.G.A.”
Come avrà fatto il Claudione a mettere insieme 69 colleghi, anche insospettabili, è un mistero. Così l’ascolto di questa ennesima versione allargata, arricchita, riempita a volte un po’ forzatamente del suo disco del 1972 è più che altro curiosa e divertente al primo ascolto… ma cosa lascia? La vera domanda che s’insinua nell’ascoltatore è: ha senso mobilitare ‘sto po-po di artisti per relegarli spesso a semplici figuranti alle prese con provini e scarti di un disco che è un classico italiano – certo - ma non proprio un capolavoro? (le domande sono decisamente retoriche!).
Voto: 5

4 commenti:

fli ha detto...

hai dimenticato Ivana Spagna e il suo album di cover disney!!!! :D

concordo in pieno per l'album della mannoia e di baglioni.
quest'ultimo l'ho trovato veramente inutile e deludente!
molto intenso quello di renga e molto belle alcune tracce di quello della ferreri.
beccucci non proprio all'altezza delle scelte

Tico Palabra ha detto...

Grazie fli per il contributo!
Spagna? Maddai?! :-O

fasti5 ha detto...

Io mi sono quasi meravigliato della riuscita dell'album di Becucci. Visto lo schifo dell'inedito pensavo che sarebbe stato banale, considerando poi che erano dei brani "intoccabili" ho pensato che sarebbe stata una pagliacciata invece è riuscito molto bene, le versioni sono proprio interessanti.

Quello di Baglioni è interessante però secondo me alla lunga stanca, 70 minuti sono veramente tanti e le variazioni sulla stessa canzone sono veramente troppe! Quello della Ferreri l'ho trovato orribile se non per l'arrangiamento di due pezzi, lei poi canta proprio da far schifo.

Quello della Mannoia è tutto sublime, se non fosse per Estate che secondo me è troppo simile all'originale e quindi ha poco senso, le altre sono davvero stupende.

Anonimo ha detto...

Io trovo insopportabile il pacco natalizio della Mannoia. Ma purtroppo ormai trovo insopportabile quasi tutto quello che fa.
Timbro straordinario, vero marchio di fabbrica, ma per il resto, ragazzi, trovo che sia diventata la copia rassicurante di sè stessa da innumerevoli album..
Mi spiace, ma l'arte (o almeno la ricerca di un'espressione artistica) è qualcosa di molto diverso a mio parere e mi fa arrabbiare ancora di più per il fatto che è proprio la Signora Mannoia a commercializzare questo genere di pacchi.
Stesso discorso per la Vanoni, per me un vero mostro sacro, che tuttavia ha inciso un album tanto per incidere..
Fabi, Malika Ayane, Consoli e Rei hanno invece aderito all'urgenza comunicativa dell'Artista, con risultati che, se non sono sublimi, almeno riescono ad emozionare, coinvolgere..
m.