27 settembre 2009

In morte dei telegiornali

Non riesco più a guardare i telegiornali. Non per un attacco di senilità che mi riporta a quando da bambini li evitavamo come la peste, no.

E’ che quelli che trasmettono oggi in Italia, sulle tv generaliste almeno, non sono telegiornali. Sono più un'accozzaglia di cadaveri e sciacquette, video rubati da YouTube e gossip con in mezzo qualche frase del solito politico dello schieramento A a cui – non sia mai! – deve sempre seguire la reazione del solito politico dello schieramento B.

Forse giusto Rai News 24 conserva ancora un vago ricordo di informazione, il resto è un vuoto assoluto.

I tg dei fatti, delle inchieste, dei reportage sono scomparsi. Le analisi politiche, gli scenari mondiali, le questioni fondamentali non appaiono più. Solo chiappe, sangue e qualche cretino che urla.


Mi resta il dubbio di essere io quello invecchiato male nel sentirmi mentre dico queste cose con lo stesso pathos con cui mia nonna si rapportava ai cambiamenti dei costumi. Forse ho smesso di stare al passo con l’evolversi della società. Forse non ho più l’elasticità per accettare le novità del mondo.

Fatto sta che ora, come quando ero piccino, quando vedo un tg dopo poco non posso fare a meno di cambiare canale o spegnere direttamente il televisore. E mi chiedo perché sia così fesso da pagare il canone quando ormai il 90% delle volte che accendo quell’apparecchio è solo per usarlo come monitor per il lettore dvd.

Aggiornamento: vista la campagna di boicottaggio del Canone Rai iniziata oggi e palesemente mirata a oscurare il pensiero non allineato e a indebolire la tv pubblica (a vantaggio di quella di proprietà del Primo Ministro), tengo a precisare che la mia chisura voleva essere provocatoria: pago e continuo a pagare il canone perché non sono un evasore e perché spero in un vero servizio pubblico che dia voce a tutte le idee, posizioni e istanze.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

guardo anche il tg de la7, per il resto concordo!!
p.

kaos ha detto...

La penso sostanzialmente come te, Tico, per fortuna abbiamo la fortuna di avere un web molto ricco e ancora indipendente (a tratti).

Penso a chi non sa usare altri strumenti di informazione. Poveri loro.

Kaos

Tico Palabra ha detto...

Grazie Kaos,
il problema a mio avviso è proprio quello che sollevi: tanti, tantissimi non hanno i mezzi (o il desiderio) per poter accedere ad altre fonti e il pensiero comune viene (disin)formato dalla televisione e dall'uso che ne fa chi la controlla.

Non basta compatire chi ha come solo strumento la tv, bisognerebbe scardinare questo meccanismo malato su due fronti: quello culturale (rilanciare nelle persone la necessità dell'essere informati) e quello mediatico (pretendere che almeno il servizio pubblico sia degno, libero e plurale).